CAMERE D’ARIA IN TPU: VANTAGGI, MONTAGGIO, PRESSIONI E COME RIPARARLE
Per decenni la camera d’aria della bici da corsa è stata quasi sempre in butile.
Poi è arrivato il TPU.
Leggerissimo, estremamente compatto e capace di offrire caratteristiche interessanti anche dal punto di vista della resistenza al rotolamento, il poliuretano termoplastico ha cambiato parecchio un componente che sembrava non avere più molto da inventare.
Tubolito, Pirelli SmarTUBE, Schwalbe Aerothan e molti altri prodotti hanno ormai portato questa tecnologia sulle bici di tantissimi ciclisti.
Ma il TPU non è semplicemente una camera tradizionale costruita con un materiale diverso.
Richiede qualche attenzione in più nel montaggio, nel gonfiaggio e anche nell’eventuale riparazione.
Vediamo quindi cosa cambia davvero.
PERCHÉ LE CAMERE IN TPU PESANO COSÌ POCO?
Il vantaggio più evidente è il peso.
Una normale camera in butile per bici da corsa può facilmente superare i 100 grammi, mentre alcune camere in TPU scendono molto al di sotto della metà.
La differenza tra due ruote può quindi diventare significativa.
Essendo peso collocato sulla ruota, la riduzione interessa anche una massa rotante. Questo non significa, come a volte si sente dire, che ogni grammo risparmiato sulla ruota valga automaticamente due o tre grammi sul telaio.
La fisica è un po’ più complessa.
Rimane però un modo relativamente semplice per alleggerire la bici senza sostituire ruote o altri componenti molto più costosi.
UN ALTRO VANTAGGIO: L’INGOMBRO
Questo, secondo me, è uno degli aspetti più interessanti del TPU e spesso viene sottovalutato.
Una camera in TPU ripiegata occupa pochissimo spazio.
Nel borsello sottosella la differenza rispetto a una tradizionale camera in butile si vede immediatamente.
E questo vantaggio rimane anche per chi utilizza il tubeless.
Una TPU può infatti essere una soluzione molto interessante come camera d’emergenza da portare con sé nel caso in cui una foratura non possa essere risolta con il sigillante o con un plug.
TPU E SCORREVOLEZZA
Il TPU può offrire anche una buona resistenza al rotolamento.
Quanto si guadagna realmente dipende però dal modello della camera, dallo pneumatico, dalla pressione e dall’intero sistema ruota.
Non tutte le camere in TPU sono uguali e non avrebbe senso attribuire a tutto il materiale le prestazioni ottenute da uno specifico prodotto.
Per chi cerca efficienza senza passare necessariamente al tubeless, rimane comunque una soluzione tecnicamente molto interessante.
RESISTENZA ALLE FORATURE: ATTENZIONE ALLE SEMPLIFICAZIONI
Anche qui è facile cadere negli slogan.
Il TPU possiede caratteristiche meccaniche molto diverse dal butile e alcuni produttori dichiarano una maggiore resistenza alle forature per determinati modelli.
Questo però non significa che una camera in TPU sia immune dalle forature.
Un vetro, una spina, un pizzicamento dovuto a un montaggio scorretto o un problema al cerchio possono fermarci esattamente come con qualsiasi altra camera.
Molto dipende anche da pneumatico, pressione, fondo stradale e corretto montaggio.
Più che considerarla “antiforatura”, quindi, preferisco considerarla semplicemente una tecnologia diversa.
TUBOLITO ROAD: UN ESEMPIO CONCRETO
Uno dei marchi che ha contribuito maggiormente a rendere conosciuto il TPU nel ciclismo è Tubolito, con le sue caratteristiche camere arancioni.
La Tubolito Road rappresenta bene la filosofia di questa tecnologia: peso e ingombro molto inferiori rispetto a una classica camera in butile, mantenendo l’utilizzo tradizionale camera + copertoncino.
È proprio questo uno dei motivi per cui il TPU può essere interessante.
Permette di alleggerire il sistema senza necessariamente passare al tubeless.
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IL MONTAGGIO RICHIEDE PIÙ ATTENZIONE
Qui arriviamo probabilmente alla parte più importante.
Una camera in TPU non deve essere trattata esattamente come una camera in butile.
Prima di tutto bisogna sempre seguire le indicazioni specifiche del produttore, perché limiti e procedure possono cambiare da un modello all’altro.
Quando viene gonfiata fuori dallo pneumatico bisogna utilizzare soltanto pochissima aria, sufficiente a darle forma.
Non dobbiamo trasformarla in un palloncino.
Lo scopo è semplicemente facilitare il posizionamento all’interno dello pneumatico.
Una volta inserita, controlliamo attentamente che la camera non sia rimasta pizzicata tra copertone e cerchio prima di procedere con il gonfiaggio.
PERCHÉ IO USO UNA PICCOLA POMPA MANUALE
Proprio durante questa fase trovo ancora molto utile una piccola minipompa.
Personalmente utilizzo una Barbieri Nana Carbon.
Mi permette di dare progressivamente quel minimo di forma alla camera prima del montaggio senza dover utilizzare una bomboletta di CO₂ o una pompa elettrica.
È un utilizzo secondario, ma è uno dei motivi per cui continuo a portare una piccola pompa manuale nel borsello.
E LA PRESSIONE?
Il fatto di utilizzare una camera in TPU non significa che dobbiamo automaticamente aumentare la pressione dello pneumatico.
La pressione corretta dipende da diversi fattori:
– peso del ciclista
– larghezza reale dello pneumatico
– larghezza del cerchio
– distribuzione del peso tra anteriore e posteriore
– condizioni dell’asfalto
– caratteristiche di pneumatico e ruota
Il vecchio concetto “più pressione = più scorrevolezza” è ormai decisamente troppo semplicistico.
UNA CAMERA IN TPU FORATA SI PUÒ RIPARARE?
Sì, ma qui bisogna dimenticare il principio secondo cui qualsiasi toppa vada bene su qualsiasi camera.
Il TPU è un materiale differente dal butile e per una riparazione affidabile conviene utilizzare un sistema dichiarato compatibile con quella specifica camera.
Produttori come Tubolito commercializzano kit dedicati.
E considerando il prezzo di alcune camere in TPU, tentare una riparazione corretta può avere decisamente più senso che gettarle automaticamente dopo la prima piccola foratura.
PRIMA OPERAZIONE: TROVARE IL FORO
Bisogna innanzitutto individuare con precisione la perdita.
La camera può essere gonfiata leggermente, sempre rispettando il limite previsto dal produttore per il gonfiaggio fuori dallo pneumatico.
Se il foro non è evidente, possiamo cercare la perdita con acqua e osservare la formazione delle bollicine.
Una volta individuato il punto, conviene segnarlo.
Prima di procedere alla riparazione è inoltre importante controllare la causa della foratura.
Se un frammento di vetro, una spina o un altro corpo estraneo è ancora nello pneumatico, riparare la camera senza rimuoverlo significa quasi certamente forarla nuovamente.
PULIZIA: UNA FASE DA NON SOTTOVALUTARE
La superficie sulla quale verrà applicata la riparazione deve essere pulita.
Grasso, sporco o altri residui possono compromettere l’adesione.
Utilizziamo quindi il prodotto previsto dal kit e seguiamo le istruzioni indicate dal produttore.
È una fase semplice, ma può fare la differenza tra una riparazione che tiene e una perdita che ricompare poco dopo.
APPLICARE LA RIPARAZIONE
A questo punto utilizziamo la toppa e l’eventuale adesivo specifico previsti dal kit.
Ed è proprio qui che eviterei di applicare automaticamente procedure nate per le vecchie camere in butile.
Materiali differenti richiedono sistemi di riparazione differenti.
Tempi di applicazione, preparazione della superficie e tempo necessario prima di utilizzare nuovamente la camera devono essere quelli indicati dal produttore del kit.
Meglio aspettare qualche minuto in più che ritrovarsi nuovamente fermi dopo pochi chilometri.
TUBOLITO PATCH KIT
Per le camere Tubolito esiste un kit specificamente progettato per la loro riparazione.
È una soluzione che può avere senso soprattutto per chi utilizza abitualmente queste camere e vuole tentare di recuperarle dopo una piccola foratura compatibile con la riparazione.
Naturalmente non qualsiasi danno è riparabile.
Una camera gravemente tagliata, danneggiata nella zona della valvola o compromessa in modo importante va valutata diversamente da un semplice piccolo foro.
UN PROBLEMA CHE HO INCONTRATO: LA TENUTA DELLA VALVOLA
Uso le camere d’aria in TPU da anni e, sulla mia bici da corsa, mi sono trovato molto bene. C’è però un aspetto sul quale ho avuto qualche problema: la tenuta nella zona della valvola.
Su alcune camere che ho utilizzato ho riscontrato piccole perdite di pressione proprio in corrispondenza della giunzione o del filetto della valvola. Non significa che sia un difetto di tutte le camere in TPU: costruzione e sistema della valvola cambiano infatti da marca a marca e anche tra modelli differenti.
UN ATTREZZO UTILE PER LE VALVOLE CON NUCLEO RIMOVIBILE
Quando una valvola presenta un nucleo smontabile, un piccolo estrattore può essere utile per rimuoverlo, controllarlo ed eventualmente sostituirlo. Lo Stan’s NoTubes è un attrezzo specifico per questa operazione, utilizzabile con nuclei Presta e Schrader compatibili.
Attenzione però: non tutte le camere in TPU hanno il nucleo rimovibile e questo attrezzo non serve a riparare eventuali perdite nella giunzione tra valvola e camera.
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IL MIO VECCHIO TRUCCO CON IL CIANOACRILATO
Su alcune camere con componenti della valvola avvitati avevo adottato una soluzione molto semplice: una quantità minima di colla cianoacrilica,tipo super Attack,sul filetto prima del serraggio.
Nel mio caso ha funzionato, eliminando le piccole perdite che avevo riscontrato.
Attenzione però: questa è una mia esperienza personale e non una procedura universale consigliata dai produttori. Su alcune camere TPU, inoltre, il sistema della valvola è costruito diversamente e non deve essere smontato o modificato.
Prima di intervenire sulla valvola consiglio quindi di controllare sempre le indicazioni specifiche del produttore.
È proprio questo uno degli aspetti che ho imparato utilizzando le TPU: sono leggere, compatte e possono funzionare benissimo, ma vanno trattate diversamente dalle classiche camere in butile. Montaggio, gonfiaggio, valvola e riparazione richiedono qualche attenzione in più.
TPU COME CAMERA PRINCIPALE O SOLO COME SCORTA?
Qui secondo me il TPU diventa particolarmente interessante perché può svolgere entrambi i ruoli.
Come camera principale permette di ridurre peso e ingombro rispetto al butile e può offrire ottime prestazioni.
Come camera di scorta, invece, sfrutta forse il suo vantaggio più immediato: occupa pochissimo spazio nel borsello.
Persino chi utilizza il tubeless può quindi avere interesse a portarne una.
Se sigillante e plug non riescono a risolvere il problema, avere una camera ultracompatta può trasformare una telefonata per farsi venire a prendere in una semplice riparazione sul ciglio della strada.
TPU: PRO E CONTRO
PRO
– Peso molto contenuto
– Ingombro ridottissimo
– Buone prestazioni di rotolamento nei modelli più efficienti
– Interessante alternativa al butile
– Molto comoda come camera di scorta
– Alcuni modelli possono essere riparati con kit specifici
CONTRO
– Prezzo superiore rispetto al butile
– Richiede maggiore attenzione durante il montaggio
– Va gonfiata fuori dallo pneumatico soltanto nei limiti indicati dal produttore
– Non tutte le riparazioni sono possibili
– Prodotti e prestazioni possono variare parecchio tra un modello e l’altro
IL VERDETTO DELL’OFFICINA
Il TPU non è una tecnologia miracolosa.
E non rende improvvisamente obsolete tutte le camere in butile.
Ha però risolto molto bene due problemi concreti: peso e ingombro.
Per chi cerca una bici leggera senza passare al tubeless può essere una scelta interessante.
Per chi usa già il tubeless può diventare una delle camere d’emergenza più pratiche da infilare nel borsello.
Ma richiede un minimo di attenzione in più.
Montaggio corretto, poco gonfiaggio fuori dallo pneumatico e sistemi di riparazione compatibili sono molto più importanti del colore o dei grammi dichiarati sulla confezione.
Usato correttamente, il TPU non è soltanto un modo costoso per risparmiare qualche grammo.
È un’alternativa concreta al butile con caratteristiche proprie, vantaggi reali e qualche compromesso da conoscere.
E VOI?
Utilizzate già camere in TPU?
Le avete scelte come soluzione principale oppure ne tenete una soltanto nel borsello come scorta d’emergenza?
L’OFFICINA DEL CICLISTA
Tecnica, manutenzione ed esperienza sulla strada.





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