LIQUIDO SIGILLANTE TUBELESS: QUANTO USARNE, QUANDO CAMBIARLO E QUALE SCEGLIERE
Il liquido sigillante è uno dei componenti più importanti di un sistema tubeless, ma spesso viene considerato solo quando arriva la prima foratura.
In realtà non basta versarlo nello pneumatico e dimenticarsene.
La quantità utilizzata, lo stato del liquido e i controlli periodici possono fare la differenza tra una piccola foratura che si chiude quasi senza accorgersene e una gomma che continua a perdere pressione.
Vediamo quindi come funziona, quanto utilizzarne e soprattutto quando controllarlo o sostituirlo.
COME FUNZIONA IL LIQUIDO SIGILLANTE
All’interno di uno pneumatico tubeless il sigillante rimane in movimento durante la rotazione della ruota.
Quando si verifica una piccola perforazione, la pressione dell’aria spinge il liquido verso il foro.
Le particelle presenti nel sigillante tendono ad accumularsi nella zona danneggiata e, insieme alla parte liquida, contribuiscono a creare un tappo che limita o arresta la perdita d’aria.
Tutto questo può avvenire molto rapidamente, tanto che alcune piccole forature vengono sigillate mentre stiamo ancora pedalando.
Non significa però che il tubeless sia impossibile da forare.
Tagli importanti, danni al fianco o fori troppo grandi possono richiedere un vermicello di riparazione oppure, nei casi peggiori, il montaggio di una camera d’aria per riuscire a tornare a casa.
QUANTO LIQUIDO SIGILLANTE METTERE?
Non esiste una quantità identica per qualsiasi pneumatico.
Bisogna considerare soprattutto:
• dimensione dello pneumatico
• volume interno
• indicazioni del produttore del sigillante
• condizioni climatiche
• frequenza dei controlli
Su una bici da corsa le quantità sono generalmente inferiori rispetto a MTB e gravel, semplicemente perché il volume dello pneumatico è molto più piccolo.
Il mio consiglio è di partire sempre dalla quantità indicata dal produttore per la misura utilizzata.
Metterne troppo significa aggiungere peso inutile e non garantisce automaticamente una migliore protezione.
Metterne troppo poco, invece, può lasciare una quantità insufficiente di prodotto disponibile nel momento in cui serve realmente.
OGNI QUANTO VA CONTROLLATO?
Questo è probabilmente l’aspetto più trascurato.
Il sigillante non rimane liquido per sempre.
Con il passare del tempo la componente liquida tende progressivamente ad asciugarsi e all’interno dello pneumatico possono rimanere residui solidi.
La velocità con cui questo accade dipende dal prodotto, dalla temperatura, dal tipo di pneumatico e persino da quanto spesso utilizziamo la bici.
Per questo preferisco non indicare una scadenza universale valida per tutti.
Il controllo periodico è molto più importante del calendario.
Se all’interno dello pneumatico non rimane una quantità sufficiente di sigillante liquido, il sistema può continuare a mantenere la pressione ma non essere più in grado di intervenire efficacemente quando si verifica una foratura.
COME CAPIRE SE IL SIGILLANTE È ANCORA PRESENTE
Esistono diversi sistemi.
In alcuni casi è possibile smontare il nucleo della valvola e controllare o rabboccare il prodotto attraverso la valvola stessa.
Un altro metodo consiste nel controllare direttamente l’interno dello pneumatico quando viene smontato.
Qualunque sistema si utilizzi, l’importante è non aspettare necessariamente una foratura per ricordarsi del sigillante.
RABBOCCARE O SOSTITUIRE TUTTO?
Se all’interno è rimasto poco prodotto ma il sistema è pulito e in buone condizioni, può essere sufficiente un rabbocco.
Quando invece si smonta lo pneumatico e si trovano grandi quantità di sigillante ormai secco, può essere utile rimuovere almeno i residui più consistenti prima di ripristinare la quantità corretta.
Non serve necessariamente trasformare ogni controllo in una pulizia maniacale.
L’obiettivo è avere nuovamente una quantità adeguata di prodotto liquido disponibile.
ATTENZIONE ALLA VALVOLA
Il sigillante può accumularsi anche intorno al meccanismo della valvola.
Se il gonfiaggio diventa improvvisamente difficoltoso oppure la valvola sembra parzialmente ostruita, prima di pensare a un problema della pompa conviene controllare il nucleo della valvola.
Su molti sistemi tubeless il nucleo è removibile, caratteristica utile sia per la pulizia sia per l’inserimento del sigillante.
IL SIGILLANTE RIPARA QUALSIASI FORATURA?
No.
È importante dirlo chiaramente.
Il tubeless riduce moltissimo il fastidio provocato dalle piccole perforazioni perché molte vengono sigillate automaticamente.
Ma non può fare miracoli.
Un taglio importante o un danno serio allo pneumatico possono richiedere un intervento manuale.
Per questo, anche con il tubeless, continuo a considerare utile portare durante le uscite almeno un sistema di riparazione e una soluzione d’emergenza per il gonfiaggio.
QUANDO IL SIGILLANTE NON BASTA
Se il foro è troppo grande per essere chiuso dal liquido sigillante, un piccolo kit con inserti di riparazione può permettere di intervenire direttamente sullo pneumatico, senza doverlo necessariamente smontare. Una soluzione compatta da portare durante le uscite, ricordando che non tutti i danni sono riparabili in questo modo.
IL PRODOTTO CHE UTILIZZO IN OFFICINA
Tra i sigillanti che utilizzo c’è Stan’s NoTubes.
È un prodotto molto conosciuto nel mondo tubeless e lo utilizzo perché, nella mia esperienza, si è dimostrato affidabile nella gestione delle piccole perforazioni.
Naturalmente non significa che sia l’unico sigillante valido sul mercato.
Come sempre preferisco distinguere tra esperienza personale e affermazioni assolute: prodotti diversi possono avere caratteristiche differenti e il risultato dipende anche da pneumatico, quantità utilizzata e manutenzione.
IL CONSIGLIO DEL MECCANICO
Il vantaggio del tubeless non dipende solamente dal liquido che scegliamo.
Dipende soprattutto dalla manutenzione del sistema.
Possiamo acquistare anche un ottimo sigillante, ma se dopo mesi all’interno dello pneumatico è completamente asciutto non potrà svolgere il suo lavoro quando ne avremo bisogno.
Ogni tanto vale quindi la pena controllare cosa sta succedendo dentro le nostre gomme.
Sono pochi minuti di manutenzione che possono evitare parecchi problemi sulla strada.
L’Officina del Ciclista


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