FORATURE IN BICI DA CORSA: COME RIDURRE IL RISCHIO E CONTROLLARE GLI PNEUMATICI

Forare fa parte del ciclismo e non esiste un sistema capace di eliminare completamente il rischio.
Un pezzo di vetro, una buca presa male o un oggetto appuntito sulla strada possono fermarci anche quando bici e pneumatici sono perfettamente in ordine.
Ma questo non significa che sia tutta questione di fortuna.
Con gli anni ho sviluppato una routine molto semplice prima delle uscite. Sono controlli che richiedono pochi minuti e che, nel mio caso, hanno contribuito a ridurre moltissimo i problemi con gli pneumatici.
LA MIA ABITUDINE: GUARDARE LE GOMME PRIMA DI PARTIRE
Ho sempre avuto un’attenzione quasi maniacale per la bici e gli pneumatici non fanno eccezione.
Prima di partire controllo principalmente tre cose: superficie del copertone, eventuali corpi estranei e pressione.
1. PULIRE IL BATTISTRADA
Passo un panno sulla superficie del copertone.
Non lo faccio soltanto per avere la bici pulita.
Togliendo polvere e sporco diventa molto più semplice osservare il battistrada e individuare piccoli tagli o qualcosa rimasto incastrato nella gomma.
È un’operazione semplicissima, ma permette anche di conoscere progressivamente lo stato dei propri pneumatici.
2. CERCARE VETRI E PICCOLI CORPI ESTRANEI
Questa è probabilmente la parte alla quale presto maggiore attenzione.
Dopo un’uscita può capitare che un minuscolo frammento di vetro o una piccola pietra rimangano incastrati nel battistrada senza provocare immediatamente una foratura.
Il problema è che, continuando a pedalare, quel corpo estraneo può penetrare progressivamente più in profondità.
Per questo osservo il battistrada e, quando trovo qualcosa di sospetto, lo rimuovo con attenzione.
Naturalmente bisogna evitare di danneggiare il copertone nel tentativo di estrarlo.
3. CONTROLLARE TAGLI E USURA
Non guardo soltanto se c’è qualcosa conficcato nella gomma.
Controllo anche lo stato generale del copertone.
Piccoli tagli, deformazioni, zone particolarmente consumate o tele che iniziano ad affiorare sono segnali da non ignorare.
Un copertone non deve essere sostituito soltanto quando è completamente liscio: conta anche come è invecchiata la carcassa e quali danni ha accumulato.
4. LA PRESSIONE CONTA
Prima di partire controllo anche la pressione.
Qui però non esiste un numero valido per tutti.
La pressione corretta dipende dal peso del ciclista, dalla sezione reale dello pneumatico, dal cerchio, dal tipo di copertone, dal fondo stradale e dalla configurazione utilizzata.
Gonfiare tantissimo non significa automaticamente proteggersi dalle forature.
Una pressione eccessiva può peggiorare comfort e comportamento della bici, mentre una pressione troppo bassa può aumentare altri rischi, soprattutto con determinate configurazioni.
L’obiettivo è utilizzare una pressione adeguata alla propria bici e alle proprie condizioni di utilizzo, sempre rispettando i limiti indicati dai produttori di pneumatico e cerchio.
E DOPO UN’USCITA SU STRADE SPORCHE?
Se ho pedalato su una strada particolarmente sporca, con ghiaia, vetri o detriti, il controllo diventa ancora più importante.
È proprio in queste situazioni che dedico qualche minuto in più a osservare entrambe le gomme.
Preferisco trovare un piccolo frammento di vetro a casa, con la bici ferma, piuttosto che scoprirlo qualche giorno dopo a bordo strada.
SI POSSONO EVITARE TUTTE LE FORATURE?
No.
Ed è importante dirlo.
Possiamo mantenere gli pneumatici in buone condizioni, utilizzare pressioni appropriate e controllarli regolarmente, ma una parte del rischio rimane inevitabile.
La manutenzione preventiva non rende una gomma invulnerabile.
Può però evitare che un piccolo problema già presente sulla bici venga ignorato fino a trasformarsi in una foratura.
COSA PORTO SE FORO COMUNQUE?
Proprio perché la certezza di non forare non esiste, preferisco essere attrezzato per ripartire.
A seconda della configurazione della bici possono servire una camera d’aria di scorta, leve smontagomme, kit di riparazione e un sistema per gonfiare nuovamente lo pneumatico.

SE UTILIZZI IL TUBELESS: UN KIT PER LE EMERGENZE

Quando il liquido sigillante non riesce a chiudere una foratura, un kit con inserti di riparazione può essere un valido alleato. Il Lezyne Tubeless Repair Kit comprende un utensile per inserire i plug, cinque inserti e un contenitore compatto in alluminio. È pensato soprattutto per pneumatici tubeless gravel e MTB; sulle coperture da strada ad alta pressione è importante verificare che il sistema sia adatto. Non sostituisce la riparazione definitiva di uno pneumatico danneggiato.

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Personalmente trovo molto comode le mini pompe elettriche moderne.
Sono piccole, entrano facilmente nella tasca della maglia o nella borsa sottosella e permettono di rigonfiare lo pneumatico senza utilizzare una cartuccia di CO₂.
Naturalmente anche una buona pompa manuale rimane una soluzione semplice e affidabile.
LA MIA ESPERIENZA
Non considero questa routine una formula magica contro le forature.
È semplicemente un’abitudine che porto avanti da molto tempo e con la quale mi sono trovato molto bene.
Mi richiede pochi minuti e, oltre alla prevenzione, ha un altro vantaggio: mi permette di sapere sempre in che condizioni sono gli pneumatici con cui sto per uscire.
Nel ciclismo spesso cerchiamo componenti sempre più sofisticati.
A volte, invece, una delle manutenzioni più utili consiste semplicemente nel guardare con attenzione due pezzi di gomma prima di partire.

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