NASTRO MANUBRIO SUPACAZ: VALE DAVVERO PIÙ DI 30 EURO?
Spendere più di 30 euro per un nastro manubrio quando se ne trovano a 10 o 15 euro ha davvero senso?
È una domanda più che legittima.
Il nastro viene spesso considerato soprattutto un elemento estetico: si sceglie il colore, si guarda quanto costa e finisce lì.
Da meccanico, però, lo considero un componente molto più importante di quanto sembri.
Le mani rimangono a contatto con il manubrio per ore e il nastro contribuisce direttamente a grip, comfort e sensazione di controllo della bici.
Tra i prodotti di fascia alta uno dei nomi più conosciuti è Supacaz.
Ma vale realmente quello che costa?
PERCHÉ UN NASTRO MANUBRIO NON VA SCELTO SOLO PER IL COLORE
Durante un’uscita le mani ricevono continuamente vibrazioni provenienti dall’asfalto.
Pneumatici, pressione, geometria della bici, guanti e posizione in sella incidono moltissimo sul comfort, ma anche il nastro può dare il suo contributo.
Un buon nastro deve trovare un equilibrio tra alcune caratteristiche:
• grip
• assorbimento delle vibrazioni
• spessore
• sensibilità sul manubrio
• resistenza all’usura
• facilità di pulizia
Un nastro molto sottile può offrire una presa diretta ma poco smorzamento.
Al contrario, aumentando troppo lo spessore si rischia di ottenere un’impugnatura che non piace a tutti.
Ed è qui che entrano in gioco i nastri più strutturati.
SUPACAZ SUPER STICKY KUSH GRAVEL
La versione che prendiamo in considerazione è il Supacaz Super Sticky Kush Gravel.
È pensata per offrire maggiore imbottitura rispetto a un classico nastro stradale e viene proposta con uno spessore di circa 3,2 mm.
Questo spessore aggiuntivo è particolarmente interessante su gravel, strade sconnesse e lunghe percorrenze, ma può avere senso anche su una bici da corsa se si cerca maggiore comfort.
Naturalmente più spesso non significa automaticamente migliore.
Chi ama sentire un manubrio molto sottile e diretto potrebbe preferire un nastro meno imbottito.
IL GRIP È UNO DEI SUOI PUNTI DI FORZA
La superficie Super Sticky Kush punta molto sull’aderenza delle mani.
Ed è una caratteristica che apprezzo particolarmente quando aumenta il sudore oppure si pedala con condizioni umide.
Avere una presa sicura permette di impugnare il manubrio senza la sensazione di doverlo stringere continuamente.
Anche qui, però, entra in gioco il gusto personale.
Una superficie molto aderente può piacere moltissimo ad alcuni ciclisti e meno ad altri.
COMFORT: COSA PUÒ FARE DAVVERO UN NASTRO
Un nastro più spesso può contribuire a filtrare parte delle vibrazioni che arrivano alle mani.
Ma bisogna evitare un errore.
Se durante le uscite compaiono frequentemente formicolio, intorpidimento o dolore alle mani e ai polsi, non penserei automaticamente di risolvere tutto cambiando il nastro.
La causa può dipendere anche da:
• posizione in sella
• inclinazione del manubrio
• posizione delle leve
• distribuzione del peso
• pressione degli pneumatici
• guanti
• assetto generale della bicicletta
Il nastro può migliorare il comfort, ma non deve essere utilizzato per mascherare un problema di posizione.
QUANTO CONTA IL MONTAGGIO
C’è poi un aspetto che conosco bene lavorando sulle biciclette: anche un nastro costoso può risultare pessimo se viene montato male.
La tensione durante l’avvolgimento deve essere uniforme.
Le sovrapposizioni devono essere regolari e bisogna prestare particolare attenzione alla zona delle leve.
Se alcune parti vengono sovrapposte troppo e altre troppo poco, cambia anche lo spessore percepito dalle mani.
Un montaggio accurato fa quindi parte del risultato finale.
E vale per un nastro da 10 euro come per uno da oltre 30.
DURATA: COSTOSO SIGNIFICA CHE DURA DI PIÙ?
Non necessariamente.
La durata dipende da molti fattori:
• frequenza di utilizzo
• quantità di sudore
• utilizzo dei guanti
• pulizia
• esposizione a pioggia e sporco
• modo in cui si impugna il manubrio
Un nastro di qualità può mantenere più a lungo grip e aspetto, ma non direi che un Supacaz dura automaticamente due o tre volte più di qualsiasi nastro economico.
Dipende troppo dall’utilizzo.
E allora arriviamo alla domanda iniziale.
VALE DAVVERO PIÙ DI 30 EURO?
Dipende da cosa cercate.
Se utilizzate poco la bici, fate uscite brevi e volete semplicemente un nastro funzionale, esistono prodotti più economici che possono fare perfettamente il loro lavoro.
Se invece passate molte ore in sella e attribuite molta importanza a grip, comfort e qualità della presa, spendere qualcosa in più sul nastro può avere senso.
Personalmente considero il Supacaz Super Sticky Kush Gravel soprattutto una scelta per chi cerca una presa molto sicura e un’imbottitura maggiore rispetto a un classico nastro stradale.
Non lo sceglierei semplicemente perché costa di più.
Lo sceglierei se quelle caratteristiche sono esattamente ciò che sto cercando.
Supacaz Super Sticky Kush Gravel: un nastro manubrio da 3,2 mm, pensato per chi cerca maggiore comfort e una presa sicura.
IL CONSIGLIO DEL MECCANICO
Prima di cambiare nastro chiedetevi cosa non vi piace di quello che state utilizzando.
Troppo sottile?
Scivoloso con il sudore?
Poco confortevole sulle strade rovinate?
Si deteriora velocemente?
Partire dal problema è molto più utile che scegliere semplicemente il prodotto più costoso.
Nel caso del Supacaz il prezzo è certamente superiore a quello di molti nastri tradizionali, ma offre caratteristiche precise che possono essere interessanti per chi passa parecchie ore con le mani sul manubrio.
E alla fine è proprio questo il punto:
30 euro per un nastro possono sembrare tanti.
Ma le mani sono uno dei principali punti di contatto tra noi e la bicicletta.
L’Officina del Ciclista



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