Bici da salita o bici aero?

 Leggerezza contro Aerodinamica: la verità del meccanico sul peso della bici

Nel ciclismo moderno il dilemma che spacca in due i gruppi è sempre lo stesso: meglio una bici da salita pura, leggerissima, o un telaio aerodinamico con i tubi profilati e le ruote ad alto profilo che tagliano il vento?
I dati scientifici della galleria del vento oggi parlano chiaro: l’aerodinamica conta tantissimo già sopra i 25-30 km/h. In pianura, nei circuiti veloci o nei falsopiani, un setup aero vi fa risparmiare un sacco di preziosi watt rispetto a un telaio tradizionale con i tubi tondi. Di contro, quando la strada sale sul serio e la velocità scende sotto i 15 km/h (diciamo dall’8% di pendenza in su), l’aria non è più il nemico principale e ogni singolo grammo in meno sulla bilancia si sente direttamente sulle gambe.
Vi dico la verità: nonostante la scienza dia spesso ragione all’aerodinamica, io resto ancora un grande estimatore della leggerezza. La sensazione di reattività e di prontezza di una bici piuma sotto i pedali quando la pendenza va in doppia cifra, e rilanci la velocità in fuori sella, per me è imbattibile e non si scambia con nessun vantaggio aerodinamico.
In officina però vedo spesso fare scelte un po’ controproducenti, come spendere centinaia di euro per montare la viteria in titanio per togliere 100 grammi, quando poi si viaggia sempre in pianura con ruote a basso profilo che prendono schiaffi in faccia dal vento ad ogni uscita. L’equilibrio tra peso, aerodinamica e utilità reale è tutto.
Se volete togliere peso e guadagnare scorrevolezza sulle masse rotanti (che è il punto dove si sente di più la differenza sia in salita che in pianura), vi lascio i link degli unici componenti che consiglio e monto sempre sulle bici in officina:


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *