Un graffio sul telaio in carbonio è una di quelle cose che fanno immediatamente preoccupare qualsiasi ciclista.
La prima domanda è inevitabile:
è soltanto la vernice oppure ho danneggiato il carbonio?
Ed è proprio questa la domanda più importante.
Perché una cosa è sistemare esteticamente e proteggere una piccola scheggiatura superficiale.
Un’altra cosa è riparare una struttura in fibra di carbonio danneggiata.
E le due operazioni non devono essere confuse.
GRAFFIO O DANNO STRUTTURALE?
Il carbonio non si comporta come un metallo.
Un componente metallico può mostrare una deformazione abbastanza evidente dopo un urto importante.
Con un composito in fibra di carbonio, invece, non sempre è possibile stabilire l’entità di un danno semplicemente guardando la superficie.
Per questo eviterei qualsiasi riparazione fai-da-te quando sono presenti:
• crepe visibili
• fibre rotte o sollevate
• deformazioni
• zone che sembrano delaminate
• danni conseguenti a una caduta o a un forte impatto
• rumori o comportamenti anomali del telaio
• qualsiasi dubbio sulla profondità del danno
In questi casi la bici dovrebbe essere controllata da qualcuno con esperienza specifica nella valutazione e riparazione dei compositi.
QUANDO INVECE PUÒ ESSERE SOLO UN PROBLEMA SUPERFICIALE?
Ci sono poi i piccoli segni della normale vita di una bicicletta.
Un sassolino può scheggiare la finitura.
Lo sfregamento di una guaina può lasciare un segno.
Una caduta della catena può danneggiare la superficie vicino al movimento centrale.
Oppure può essere semplicemente interessato lo strato di vernice o trasparente.
Se è stato accertato che il danno è esclusivamente superficiale, allora ha senso parlare di ritocco e protezione della zona.
Ma attenzione:
applicare della resina sopra un danno non significa aver verificato o riparato la struttura sottostante.
PREVENIRE I GRAFFI: LE PROTEZIONI TRASPARENTI PER IL TELAIO
Prima ancora di pensare a come eliminare un graffio, vale la pena chiedersi come prevenirlo. Le pellicole protettive possono essere applicate nelle zone maggiormente esposte allo sfregamento delle guaine, ai piccoli detriti e ai segni provocati dal normale utilizzo della bicicletta.
Il kit Zéfal Skin Armor Matt L comprende protezioni adesive trasparenti pensate per telai con finitura opaca. È una soluzione utile per preservare la superficie, ma non deve essere confusa con una protezione contro danni strutturali o conseguenze di urti importanti.
RESINA EPOSSIDICA: A COSA PUÒ SERVIRE
Un kit a base di resina epossidica può essere utile per piccoli lavori sui compositi, ma bisogna distinguere molto bene il tipo di intervento.
Su un piccolo difetto esclusivamente superficiale può essere utilizzato un prodotto compatibile per proteggere e rifinire la zona, seguendo le istruzioni del produttore.
Non utilizzerei invece una pezza di fibra di carbonio semplicemente perché un graffio sembra profondo.
Una vera riparazione strutturale in composito richiede molto più che applicare fibra e resina sopra la parte danneggiata.
Bisogna conoscere il danno, preparare correttamente la zona, scegliere materiali e orientamento delle fibre e utilizzare una procedura adeguata.
Su un telaio da cui dipende la nostra sicurezza non improvviserei.
COME INTERVENIRE SU UN PICCOLO DANNO SUPERFICIALE
Una volta stabilito che il carbonio sottostante non presenta un danno strutturale, il lavoro diventa molto più semplice.
1. PULIRE LA ZONA
La superficie deve essere perfettamente pulita.
Polvere, grasso e residui possono compromettere l’adesione del prodotto utilizzato.
Bisogna inoltre utilizzare detergenti compatibili con la finitura e seguire le indicazioni del produttore del kit.
2. OSSERVARE BENE IL DANNO
Prima di coprirlo con qualsiasi prodotto conviene guardarlo attentamente con una buona illuminazione.
Se emergono fibre danneggiate, crepe o qualcosa che fa dubitare della natura puramente estetica del difetto, mi fermerei.
Meglio un controllo in più che coprire un problema.
3. PREPARARE LA SUPERFICIE
Se il prodotto scelto richiede una leggera preparazione della superficie, bisogna procedere con estrema cautela.
Non carteggerei mai aggressivamente un telaio in carbonio nel tentativo di eliminare il graffio.
Lo scopo non è arrivare alle fibre o asportare materiale strutturale.
Bisogna intervenire esclusivamente sulla zona superficiale interessata e secondo le istruzioni del prodotto.
4. PREPARARE LA RESINA
Nei sistemi bicomponenti il rapporto tra resina e indurente è importante.
Non andrei a occhio.
Bisogna rispettare quantità, miscelazione e tempi indicati dal produttore.
5. APPLICARNE POCA
Per un piccolo ritocco superficiale non serve creare una montagna di resina.
Meglio applicare soltanto la quantità necessaria alla zona interessata.
Più materiale mettiamo, maggiore sarà anche il lavoro necessario per ottenere successivamente una finitura pulita.
6. RISPETTARE I TEMPI DI POLIMERIZZAZIONE
Non darei per scontate “24 ore” per qualsiasi resina.
Tempi e condizioni di indurimento dipendono dal prodotto utilizzato e dalla temperatura.
Bisogna seguire le indicazioni specifiche del kit prima di utilizzare nuovamente la bicicletta o procedere con la finitura.
E LA CARTEGGIATURA FINALE?
Anche qui serve molta cautela.
Su una riparazione esclusivamente cosmetica può essere possibile rifinire il materiale applicato, se previsto dal prodotto.
Ma eviterei di suggerire una carteggiatura indiscriminata del telaio.
Bisogna lavorare soltanto sul materiale di finitura e non intaccare le fibre sottostanti.
Se non si ha esperienza, è meglio accettare un piccolo difetto estetico piuttosto che trasformarlo in un problema più serio.
IL KIT CHE TERREI IN OFFICINA
Per piccoli lavori sui materiali compositi può essere utile avere a disposizione un kit specifico con resina epossidica.
Tra quelli disponibili c’è il kit Repala per fibra di carbonio.
Può essere interessante per chi esegue piccoli lavori sui compositi e vuole avere resina, indurente e materiale necessario nello stesso kit.
Ma voglio essere molto chiaro:
non considererei l’acquisto di un kit una scorciatoia per riparare autonomamente un telaio strutturalmente danneggiato.
IL CONSIGLIO DEL MECCANICO
Davanti a un segno sul carbonio, la prima operazione non è prendere la resina.
È capire cosa abbiamo davanti.
Se è soltanto un piccolo danno alla finitura, possiamo valutare un ritocco e proteggere nuovamente la superficie.
Se invece sono coinvolte le fibre, c’è stata una caduta importante oppure abbiamo anche soltanto il dubbio che il danno possa essere strutturale, la soluzione corretta è farlo controllare da uno specialista del carbonio.
La resina può coprire un segno.
Non può dirci cosa sta succedendo sotto.
Ed è questa, secondo me, la distinzione più importante da ricordare quando lavoriamo su un telaio in carbonio.
L’Officina del Ciclista


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