Alla Vuelta 2026 il caldo è diventato uno degli avversari più difficili da battere.
La 15ª tappa, da Palma del Río a Córdoba, doveva essere lunga 189,7 km. Le temperature estreme previste in Andalusia hanno però portato gli organizzatori ad attivare il protocollo per il caldo e a tagliare ben 79,5 km: alla fine i corridori ne hanno percorsi 110,2.
E nonostante il percorso accorciato, le condizioni sono rimaste impressionanti. Matthew Brennan, al termine della tappa, ha raccontato di aver visto sul proprio dispositivo circa 41 °C di media e addirittura 44 °C durante la salita iniziale.
Se perfino una corsa professionistica come la Vuelta arriva a modificare una tappa per il caldo, viene spontanea una domanda: quando diventa davvero troppo caldo per andare in bicicletta?
𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗟𝗗𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 𝗦𝗢𝗟𝗧𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗔𝗡𝗗𝗔𝗥𝗘 𝗣𝗜Ù 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢
Quando pedaliamo produciamo una grande quantità di calore. Il nostro organismo deve quindi alimentare i muscoli e, contemporaneamente, cercare di mantenere sotto controllo la temperatura corporea.
Con temperature elevate aumenta la necessità di disperdere calore attraverso la pelle e la sudorazione. Se a questo aggiungiamo la perdita di liquidi, lo stress cardiovascolare può aumentare ulteriormente.
Ecco perché durante una giornata molto calda possiamo vedere la frequenza cardiaca salire progressivamente anche senza aumentare realmente lo sforzo.
Non è soltanto una sensazione: con molto caldo il nostro organismo deve lavorare di più anche per raffreddarsi.
𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗕𝗜𝗦𝗢𝗚𝗡𝗔 𝗨𝗦𝗖𝗜𝗥𝗘?
Dire semplicemente “sopra i 35 gradi non si pedala” sarebbe sbagliato.
La temperatura dell’aria è soltanto uno dei fattori. Contano anche umidità, esposizione diretta al sole, ventilazione, intensità dello sforzo, durata dell’uscita e acclimatazione del ciclista.
Pedalare con 34 °C in una giornata ventilata e relativamente secca può essere molto diverso dal farlo alla stessa temperatura con forte umidità e sole diretto.
Non esiste quindi un numero magico valido per tutti. Quando però ci si avvicina ai 40 °C, soprattutto nelle ore centrali della giornata, il margine di sicurezza si riduce e programmare l’allenamento esattamente come se ce ne fossero 25 ha poco senso.
𝗜 𝗦𝗘𝗚𝗡𝗔𝗟𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗗𝗢𝗩𝗥𝗘𝗠𝗠𝗢 𝗜𝗚𝗡𝗢𝗥𝗔𝗥𝗘
C’è una grossa differenza tra sentire semplicemente caldo e iniziare ad avere problemi legati al calore.
Debolezza improvvisa, vertigini, nausea, mal di testa, crampi importanti, perdita di coordinazione o confusione sono segnali da non sottovalutare.
In presenza di sintomi importanti bisogna interrompere lo sforzo, raggiungere un luogo fresco e cercare di abbassare la temperatura corporea. Se si sospetta un colpo di calore è necessaria assistenza medica urgente.
La voglia di terminare l’allenamento o di arrivare comunque a casa non dovrebbe mai avere la precedenza sulla sicurezza.
𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗟’𝗨𝗦𝗖𝗜𝗧𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗙𝗔 𝗠𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗖𝗔𝗟𝗗𝗢
La prima soluzione è anche la più semplice: cambiare orario.
Partire presto al mattino permette spesso di evitare le ore peggiori. Anche ridurre durata e intensità può fare una grande differenza.
È importante iniziare l’uscita già ben idratati e avere la possibilità di bere durante il percorso. Nelle uscite lunghe e con sudorazione abbondante può essere utile considerare anche l’apporto di elettroliti, ricordando però che le necessità possono essere molto diverse da persona a persona.
Meglio scegliere percorsi nei quali sappiamo di poter trovare fontane, bar o altri punti di rifornimento, piuttosto che ritrovarsi per ore senza possibilità di recuperare acqua.
E soprattutto non aspettiamo di essere completamente svuotati prima di rallentare.
𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗟’𝗔𝗖𝗖𝗟𝗜𝗠𝗔𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔
Chi si abitua progressivamente ad allenarsi con temperature elevate può tollerare il caldo meglio di chi passa improvvisamente da condizioni fresche a una giornata torrida.
La letteratura scientifica sull’allenamento al caldo indica infatti l’acclimatazione progressiva come una delle strategie più efficaci per ridurre lo stress fisiologico.
Questo però non rende nessuno immune dal caldo. Essere allenati non significa essere invulnerabili.
𝗘 𝗟𝗔 𝗕𝗜𝗖𝗜𝗖𝗟𝗘𝗧𝗧𝗔?
Con temperature estreme qualche attenzione la merita anche lei.
Un errore comune è lasciare la bici per molto tempo sotto il sole, soprattutto con pneumatici già gonfiati a pressioni elevate. Scaldandosi, l’aria all’interno dello pneumatico aumenta di pressione. Normalmente la variazione non è enorme, ma è un motivo in più per evitare pressioni eccessive in partenza.
Bisogna inoltre ricordare che la temperatura indicata dalle previsioni meteo è quella dell’aria. Una strada completamente esposta al sole può raggiungere temperature sensibilmente superiori.
Questo non significa che gli pneumatici moderni non possano essere utilizzati d’estate, ma semplicemente che anche la bici si trova a lavorare in condizioni differenti rispetto a una fresca mattina primaverile.
𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗨𝗘𝗟𝗧𝗔
Alla fine la tappa di Córdoba si è corsa e Wout van Aert ha conquistato la vittoria.
Ma forse il dato più interessante della giornata non è il nome del vincitore.
È il fatto che una grande corsa a tappe, con medici, squadre professionistiche, mezzi di assistenza e atleti allenati ai massimi livelli, abbia deciso di eliminare quasi 80 chilometri dal percorso a causa delle temperature.
Noi cicloamatori non abbiamo un’ammiraglia dietro, un medico della squadra o qualcuno pronto a passarci una borraccia ogni volta che serve.
Quando fuori ci sono quasi 40 gradi, accorciare l’uscita, partire alle sei del mattino o addirittura rimandare l’allenamento non significa essere meno ciclisti.
Significa semplicemente usare la testa.
𝗘 𝗩𝗢𝗜?
Qual è stata la temperatura più alta con cui avete pedalato? Avete mai dovuto interrompere un’uscita perché il caldo era diventato insopportabile?
Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.
𝗙𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗔𝗣𝗣𝗥𝗢𝗙𝗢𝗡𝗗𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜
Per la realizzazione di questo articolo abbiamo consultato fonti giornalistiche e scientifiche relative sia a quanto accaduto alla Vuelta 2026 sia agli effetti dell’attività fisica in condizioni di caldo intenso.
• The Guardian – Vuelta a España 2026: tappa accorciata per il caldo estremo e dichiarazioni di Matthew Brennan
• PubMed – Consensus recommendations on training and competing in the heat
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25943653/
• PMC – Consensus recommendations on training and competing in the heat (testo completo)

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