RUOTE BICI DA CORSA: PROFILO 35, 45 O 50 MM? QUALE SCEGLIERE DAVVERO?

Le ruote sono probabilmente uno degli upgrade capaci di cambiare maggiormente sia l’aspetto sia il comportamento di una bici da corsa.

Ma quando arriva il momento di scegliere il profilo nasce quasi sempre la stessa domanda: meglio 35, 45 o 50 mm?

La risposta più semplice sarebbe: 35 per la salita, 50 per la pianura e 45 come compromesso.

Nella realtà le cose sono molto più interessanti.

Peso, aerodinamica, forma e larghezza del cerchio, pneumatico utilizzato e comportamento con vento laterale possono contare almeno quanto il numero scritto sulla scheda tecnica.

Vediamo allora cosa cambia davvero.

35-40 MM: SOLO PER CHI AMA SALIRE?

Un profilo intorno ai 35-40 mm rimane una scelta molto interessante per chi percorre molta montagna.

In genere consente di ottenere ruote leggere e offre una superficie laterale inferiore rispetto ai profili più profondi, caratteristica che può essere apprezzata soprattutto dai ciclisti leggeri nelle giornate ventose.

Ma dire che una ruota da 35 mm “va meglio in salita” semplicemente perché il cerchio è più basso sarebbe troppo semplice.

Conta il peso complessivo della ruota, la sua costruzione e naturalmente il sistema bici-ciclista nel suo insieme.

Inoltre le moderne ruote ad alto profilo sono diventate talmente leggere che la vecchia distinzione fra ruota da salita e ruota aerodinamica è molto meno netta di un tempo.

Per chi affronta soprattutto montagna, discese tecniche e zone molto esposte al vento, un profilo intorno ai 35-40 mm continua comunque ad avere molto senso.

45 MM: IL VERO TUTTOFARE?

Probabilmente è proprio intorno ai 45 mm che oggi troviamo uno dei compromessi più interessanti.

Il profilo è già sufficientemente importante da offrire benefici aerodinamici quando la velocità aumenta, senza necessariamente rendere la ruota troppo impegnativa sui percorsi vallonati o con molto dislivello.

Per il cicloamatore che vuole possedere un solo paio di ruote in carbonio e utilizzarlo praticamente ovunque, la fascia 40-45 mm merita sicuramente attenzione.

Salita, pianura, granfondo, percorsi misti e uscite quotidiane: è una soluzione che può fare bene quasi tutto.

50 MM: SOLO PER LA PIANURA? NON PIÙ

Qui probabilmente è cambiato più di quanto molti pensino.

Il profilo intorno ai 50 mm continua ad avere una forte vocazione aerodinamica, ma non significa più automaticamente “ruota pesante da pianura”.

Un esempio concreto arriva da ENVE.

La SES 4.5 utilizza oggi profili da 50 mm all’anteriore e 56 mm al posteriore e pesa circa 1.450 grammi la coppia.

Ancora più interessante è la SES 4.5 PRO: 49 mm davanti e 55 mm dietro per un peso dichiarato di appena 1.295 grammi.

In pratica siamo davanti a un set vicino ai 50 mm che pesa quanto, o persino meno, di molte ruote tradizionalmente considerate da salita.

È un esempio perfetto di quanto oggi peso e altezza del profilo non siano più necessariamente legati come un tempo.

IL VENTO LATERALE: IL VERO LIMITE DEL PROFILO ALTO?

Profilo più alto significa maggiore superficie esposta al vento, ma non significa automaticamente ruota difficile da guidare.

La forma del cerchio è fondamentale.

I produttori lavorano proprio sulla stabilità della ruota quando il vento arriva con angolazioni differenti e la ruota anteriore è quella sulla quale il ciclista percepisce maggiormente le variazioni al manubrio.

Due ruote entrambe da 50 mm possono quindi avere comportamenti differenti.

Forma del cerchio, larghezza e abbinamento con lo pneumatico incidono sulla risposta aerodinamica complessiva.

Per questo scegliere una ruota soltanto leggendo “50 mm” dice molto meno di quanto sembri.

Resta comunque vero che un ciclista molto leggero che pedala frequentemente in zone caratterizzate da forti raffiche laterali potrebbe preferire un profilo leggermente più contenuto.

IL PNEUMATICO CONTA PIÙ DI QUANTO PENSIAMO

Oggi non possiamo più parlare seriamente di aerodinamica delle ruote ignorando gli pneumatici.

Cerchio e gomma lavorano insieme.

Un altro esempio interessante arriva proprio da ENVE: sulla SES 4.5 standard il produttore indica pneumatici aerodinamicamente ottimizzati da 29-30 mm, mentre sulla più leggera SES 4.5 PRO indica 27-28 mm.

Questo dimostra quanto la progettazione moderna consideri cerchio e pneumatico come un unico sistema.

Montare semplicemente il cerchio più profondo possibile non garantisce quindi automaticamente la migliore aerodinamica.

👉 LEGGI ANCHE: Copertoni bici da corsa 28, 30 o 32 mm: quale misura scegliere?

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200 GRAMMI IN MENO SULLE RUOTE CAMBIANO DAVVERO LA BICI?

È uno degli argomenti più interessanti.

Immaginiamo due set: uno intorno ai 1.300 grammi e uno intorno ai 1.500.

Duecento grammi sembrano tantissimi leggendo una scheda tecnica.

Sulla strada il peso inferiore rappresenta certamente un vantaggio quando bisogna accelerare o vincere la gravità, ma non esiste una magia per cui 200 grammi trasformino completamente una bicicletta.

Il peso delle ruote è importante, ma deve essere considerato insieme ad aerodinamica, rigidità, affidabilità, pneumatici e comportamento complessivo.

E abbiamo oggi un esempio particolarmente interessante: ENVE dichiara 1.295 grammi per la SES 4.5 PRO e 1.450 grammi per la SES 4.5 standard, pur mantenendo entrambe profili vicini ai 50 mm.

Questo rende sempre meno valida la vecchia equazione:

profilo alto = pesante

profilo basso = leggero.

E soprattutto dimostra perché “la ruota più leggera è sempre la più veloce” non può essere considerata una regola universale.

35, 45 O 50 MM: QUALE SCEGLIERE?

Possiamo provare a riassumere così.

35-40 MM

Per chi privilegia montagna, leggerezza, guidabilità e percorre spesso strade molto esposte al vento.

45 MM

Una delle soluzioni più versatili per chi vuole un unico set da utilizzare praticamente ovunque.

50 MM

Per chi cerca maggiore attenzione all’aerodinamica e alla velocità, senza però dover necessariamente rinunciare a leggerezza e montagna.

E PER UNA GRANFONDO?

Dipende soprattutto dal percorso.

Una granfondo alpina con migliaia di metri di dislivello può rendere particolarmente interessante un profilo contenuto e leggero.

Su una granfondo veloce e vallonata, invece, un buon 45-50 mm può diventare estremamente interessante.

Ancora una volta non esiste quindi una misura universalmente migliore.

SE DOVESSIMO AVERE UN SOLO PAIO DI RUOTE?

Per un cicloamatore che affronta un po’ di tutto e vuole acquistare un solo set di qualità, guarderemmo con particolare attenzione alla fascia 40-50 mm.

Intorno ai 45 mm troviamo probabilmente uno dei compromessi più equilibrati tra aerodinamica, peso, guidabilità e versatilità.

Ma le moderne ruote intorno ai 50 mm dimostrano che anche un profilo più importante può ormai essere leggero e utilizzabile su percorsi molto diversi.

Alla fine, molto più dei cinque millimetri di differenza, conta la qualità complessiva del progetto.

QUANTO SPENDERE PER UN BUON SET DI RUOTE IN CARBONIO?

Scegliere il profilo è importante, ma prima o poi arriva un’altra domanda: quanto bisogna spendere per acquistare un buon paio di ruote in carbonio?

Il mercato offre soluzioni con differenze di prezzo enormi. E non sempre una ruota che costa il doppio garantisce prestazioni proporzionalmente superiori.

FINO A 700 EURO: ATTENZIONE ALLA QUALITÀ COMPLESSIVA

In questa fascia si possono trovare set in carbonio interessanti, soprattutto presso marchi che vendono direttamente al consumatore.

Ma il prezzo non deve essere l’unico criterio. È importante verificare qualità dei mozzi, disponibilità dei ricambi, garanzia, compatibilità con gli pneumatici e assistenza postvendita.

Una ruota economica non è necessariamente una cattiva ruota. Il vero problema nasce quando il risparmio iniziale si traduce in difficoltà di manutenzione o ricambi introvabili.

DA 700 A 1.500 EURO: LA FASCIA DA OSSERVARE

Per molti cicloamatori questa potrebbe essere la fascia più interessante.

Si possono trovare ruote con buone caratteristiche tecniche, pesi competitivi e profili moderni, senza necessariamente raggiungere i prezzi dei modelli professionali.

È qui che cercherei un set da 40-50 mm destinato a un utilizzo quotidiano, alle granfondo e ai percorsi misti.

UN ESEMPIO CONCRETO: VISION SC45 CARBON C23

Un esempio interessante in questa fascia di prezzo è rappresentato dalle Vision SC45 Carbon C23, un set di ruote con cerchi in carbonio da 45 mm, canale interno da 23 mm e predisposizione tubeless. Sono progettate per freni a disco con fissaggio Center Lock e rappresentano una soluzione da valutare per chi cerca un unico set da utilizzare su percorsi misti, pianura e granfondo. Prima dell’acquisto è importante verificare la compatibilità del corpetto ruota libera con la propria trasmissione e gli standard della bicicletta.

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Naturalmente, due ruote dello stesso prezzo possono offrire caratteristiche molto differenti.

OLTRE 1.500 EURO: COSA STIAMO PAGANDO?

Salendo di prezzo possiamo trovare progetti aerodinamici più sofisticati, componenti di fascia superiore, pesi particolarmente contenuti e servizi di assistenza più strutturati.

Ma non bisogna confondere automaticamente prezzo elevato e maggiore velocità.

Per molti cicloamatori le differenze su strada potrebbero essere meno evidenti di quanto suggerisca il listino.

PRIMA DI ACQUISTARE, CONTROLLIAMO CINQUE COSE

• Compatibilità con telaio, freni e trasmissione.
• Larghezza interna del cerchio e pneumatici ammessi dal produttore.
• Peso massimo del sistema e condizioni d’utilizzo previste.
• Disponibilità di ricambi, corpetti ruota libera e assistenza.
• Garanzia e affidabilità del venditore.

Una buona ruota non deve soltanto essere leggera e aerodinamica. Deve anche essere adatta alla nostra bici, sicura e semplice da mantenere negli anni.

IL NOSTRO CONSIGLIO

Prima di spendere cifre importanti, chiediamoci quale miglioramento stiamo realmente cercando.

Se utilizziamo la bici soprattutto su percorsi misti, un buon set da 40-45 mm potrebbe offrire già tutto quello di cui abbiamo bisogno.

Spendere di più può avere senso, ma soltanto quando sappiamo quali caratteristiche aggiuntive stiamo acquistando.

CONCLUSIONE

35, 45 o 50 mm?

Forse la domanda giusta non è quale profilo sia migliore in assoluto.

La domanda dovrebbe essere: dove pedaliamo, a quale velocità, quanto pesiamo e cosa vogliamo dalla nostra bici?

Un ciclista leggero che percorre soprattutto passi alpini e uno più pesante che passa gran parte delle proprie uscite su strade pianeggianti ad alta velocità potrebbero avere esigenze completamente differenti.

Il profilo perfetto non esiste.

Esiste quello più adatto al ciclista che deve usarlo.

E voi cosa avete scelto: 35, 45 o 50 mm?

Tornando indietro comprereste ancora lo stesso profilo?

FONTI E APPROFONDIMENTI

ENVE – Gamma SES: confronto tra profili, pesi e pneumatici ottimizzati

ENVE – SES 4.5 PRO: caratteristiche tecniche e confronto con SES 4.5

ENVE – Smart ENVE System: confronto aerodinamico tra profili 39/43 e 49/55 mm


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